Giorno 19 “Le prove”

Descrivere le emozioni a parole non è facile, gli scrittori bravi ci riescono, ma io non faccio certo parte di questa categoria, scrivo, è vero, ma solo cose di “basso” profilo. Inoltre non essendo una persona che esterna facilmente i propri sentimenti, in altre parole un “orso”, come mi definiscono i miei amici, per me è ancora più difficile, quindi vorrei farvi conoscere gli altri aspetti che ci hanno portati a questo risultato.

Uno spettacolo del genere non si improvvisa. Per arrivare a questo tipo di magia non basta essere bravi musicisti, bravi tecnici, bravi managers, bravi cantanti, ci vuole qualcosa di più, bisogna essere soprattutto persone speciali. Occorre grande passione sicuramente, ma anche grande rigore e disciplina, lo so che “disciplina” è un termine impopolare, soprattutto di questi tempi, ma è un ingrediente essenziale per la buona riuscita di qualsiasi progetto, se corroborato dalla buona educazione e da modi sempre gentili. Il nervosismo, spesso inevitabile, non deve mai sfociare nella maleducazione.

Ad alcuni sembrerà che le mie affermazioni circa la buona educazione siano ovvietà, ma purtroppo spesso non è affatto scontato che lo siano. E’ un lavoro questo, in cui spesso le difficoltà sembrano insormontabili; allestire un palco così complesso, con un numero infinito di cavi, collegamenti, strumenti, luci, persone, viaggi, alberghi e farlo rispettando dei tempi che sono sempre strettissimi, lasciatemelo dire: è un gran casino! La macchina operativa deve essere perfetta. Ma qui c’è di più, perchè farlo col sorriso e la gentilezza è oltre la perfezione.

Quello che in tanti ieri sera hanno visto è solo la punta dell’iceberg, il resto si svolge dietro, prima e dopo.

Questo è il nostro PDP (Piano Di Produzione) del 19 Settembre 2019.

Normalmente lo scarico avviene alle sette del mattino, ma nel caso dell’Arena di Verona il palco ci è stato reso agibile solo più tardi.

Nel frattempo, mentre la nostra squadra prepara il palco, arrivano i musicisti da più parti d’Italia.

All’orario di convocazione, sempre puntuali, arrivano tutti i musicisti. Io personalmente ho il brutto difetto di arrivare in anticipo, retaggio di errori del passato (vedi libro) “essere…basso” allora gentilmente vengo esortato ad andare a prendermi un caffè. Nel caso di Verona poi, purtroppo, il palco è stato consegnato con parecchio ritardo quindi al bar ho trovato i musicisti della GSO e gli GNU già in fase Spritz:

Baci e abbracci! Era da un sacco di tempo che non ci vedevamo, quindi avevamo anche un bel po’ di cose da raccontarci.

Questo è un altro momento molto importante della nostra giornata, intanto perchè si riunisce il gruppo e si ristabilisce l’atmosfera di complicità e di entusiasmo, e poi perchè si rivedono alcune cose di carattere musicale. Infatti Simone Tonin ed io, dopo aver ascoltato nei giorni precedenti, la registrazione dell’ultimo concerto di Palermo, abbiamo deciso qualche piccolo ritocco di alcune esecuzioni.

Poi finalmente veniamo convocati per le prove, i tempi sono stretti quindi bisogna procedere spediti, c’è da provare anche il pezzo di Elisa “Quelli che restano” che canteranno insieme, lei e Francesco. Di questo brano Stefano Cabrera ha scritto le parti per l’orchestra e le ha inviate il giorno prima a Simone Tonin, quindi non l’abbiamo ancora suonata. Noi della band ce la siamo sentita a casa, ma bisogna mettere insieme tutto l’organico. La partitura è perfetta, già alla prima lettura viene bene, domani la proveremo con Elisa al pomeriggio, ma ora bisogna andare avanti. Arriva Francesco, come sempre accolto dall’applauso dell’orchestra, proviamo tre o quattro pezzi, giusto per tornare a famigliarizzare con gli ascolti in cuffia nostri e per i monitor di Francesco.

Come sempre, grazie alla nostra squadra tecnica che ha fatto i salti mortali, e alla bravura di Giuseppe Porcelli il nostro fonico di palco, funziona tutto alla perfezione, come avessimo suonato il giorno prima, mentre sono passati ben 55 giorni!

Francesco se ne va soddisfatto e noi proviamo ancora qualche brano prima di lasciare il palco per le prove di Francesco Tricarico.

Sono già le 22:30 e Fenia Galtieri mi fa notare che è tardi e che se vogliamo andare a mangiare nel ristorante che ha prenotato per la Band, gli Gnu e i tecnici ci dobbiamo affrettare. Decido quindi di sospendere le prove e rimandare all’indomani il ripasso dei brani che ancora non abbiamo provato, magari anticipando di una mezz’oretta l’inizio del sound-check. Ne parlo con Simone che a quel punto lascia liberi i ragazzi dell’orchestra e ce ne andiamo.

Ma non è finita! Perchè adesso entra in campo, col favore delle tenebre, la squadra dei datori luce, capitanata da Andrea Coppini e Mimmo L’ Abbate per allestire il grande spettacolo che poi avete visto e che è non è meno importante della parte musicale. Andranno avanti tutta la notte!

Domani è un altro giorno e sarà un buon giorno, ora lo posso dire!

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