La prima parte di questo tour si è conclusa felicemente al Teatro Antico di Taormina, dopo i due concerti alle Terme di Caracalla. Noi tutti abbiamo vissuto delle fortissime emozioni, la paura era tanta, ma la risposta di chi era presente a questi concerti ci ha ampiamente ripagato del grande lavoro di preparazione.

Terme di Caracalla

Mi piacerebbe leggere le vostre recensioni, la vostre curiosità che cercherò di soddisfare, il vostro punto di vista dal…basso. Questo è lo spazio adatto.

3 pensieri su “16 Giugno 2019 “Le vostre recensioni”

  1. Pubblico una bella e poetica recensione per conto di Camilla Di Pace:

    Il tour “non visto” dal basso
    Ascolti dal basso. Anche io come Renoire, come Pablo per arrivare da te ho dovuto prendere un treno. Stanca dal lavoro, ho passato i minuti che mi restavano prima del concerto a togliere il rancore dalla valigia di Pablo aggiungendo amore, ho frugato dentro quella dell’attore che ho scoperto contenere sorprese inaspettate, e poi come la ragazza di prima classe ho aspettato il mio cappello, che però alla fine non è arrivato. Va be! Sei stato magistrale ugualmente. Tutti li a cantare ed ad ascoltarti, non proprio in religioso silenzio perchè trascinati dalla tua voce e dall’orchestra. Anche le stelle a milioni sono venute dal Messico per ascoltarti, pensa, tu canti:”niente luna questa sera”. E invece la luna era la, silenziosa in cielo ad ascoltarti. Alla fine è arrivata anche alice col suo Rimmel e quel fiorellino che prima di darti la buonanotte non ha potuto fare a meno di dirti che non può innamorarsi di te.

  2. DE GREGORI & ORCHESTRA Greatest Hits Live
    Terme di Caracalla, Roma 12 giugno 2019

    Erano anni che personalmente mi auguravo avvenisse ciò che ha preso forma splendidamente con questo nuovo tour: conferire una veste sinfonica alle canzoni più belle del Principe della canzone italiana.
    C’erano stati due precedenti che mi avevano dato l’idea di quale straordinario esperimento-evento sarebbe stato arricchire le armonie e le melodie di alcuni dei suoi capolavori con l’ausilio di una orchestra sinfonica.
    Il primo risale al 1997 quando ascoltando il doppio live “La valigia dell’attore” mi sorpresi a scoprire che alcune canzoni che in quel tour avevo visto e udito suonare dalla band che lo accompagnava allora, erano state eseguite con un accompagnamento per archi, in parte scritti e diretti da Bob Alcivar e poi sovrapposti in fase di remix su “La Valigia dell’attore” e “La storia”, in parte scritti e diretti da Guido Guglielminetti e, se non erro, suonati dal vivo da una orchestra al Teatro Lirico di Milano su “Stelutis Alpinis” e “La donna cannone”.
    Il secondo risale all’estate del 2017, quando De Gregori venne invitato da Neri Marcorè a tenere un concerto in occasione della rassegna RisorgiMarche, ideata dallo stesso Marcorè al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica circa i tragici avvenimenti avvenuti in quei luoghi per via degli eventi sismici verificatisi nel 2016 e nel 2017, in quell’occasione accompagnato dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana, oltre che dagli Gnu Quartet e dall’immancabile Guido Guglielminetti.
    Nonostante non vi sia traccia audio-video di quel concerto se non su youtube grazie ai video caricati da alcuni fortunati che assistettero a quell’evento unico, io rintracciai ognuno di questi video, mi scaricai quelli di qualità migliore che poi ho ascoltati e riascoltato per tantissimo tempo, tanto era la fascinazione unita alla commozione per il modo in cui ‘suonavano’ alcuni dei capolavori di Francesco rivisitati e riprodotti in quella insolita veste.
    E’ indubbio che quello rappresentò il seme che si insinuò nella mente di Francesco, per sua stessa ammissione, riguardo la possibilità e la voglia di rifarlo nuovamente prima o poi, tanto evidentemente gli era rimasta impressa quest’esperienza per una serie di ragioni che ha avuto spesso modo di illustrare e ribadire in questi giorni nella varie interviste che ha rilasciato a riguardo, a maggior ragione in quanto era rimasta isolata e mia più riprodotta. Un seme che poi successivamente sarebbe germogliato nel decidere di ripeterla due anni dopo con l’annuncio, l’organizzazione e la messa in opera di fatto dell’attuale tour De GREGORI & ORCHESTRA Greatest Hits.
    Del resto, taluni arrangiamenti dell’attuale tour sono stati ripresi da quelli del concerto in questione, e non mi stupirei a scoprire che siano sostanzialmente gli stessi dal momento che colui preposto a realizzarli, Stefano Cabrera degli Gnu Quartet, era tra i musicisti che li eseguirono quel giorno nella Vallata del Santuario di Macereto in Visso, in provincia di Macerata. Ovviamente mi riferisco unicamente ai brani che furono eseguiti in quell’occasione che fanno parte della scaletta dell’attuale tour.

    Nonostante il nome che è stato dato al tour, Francesco De Gregori si è attenuto solo all’80% se non al 70% all’ impegno di cantare le sue Greatest Hits. Alcune le ha inserite semplicemente perché gli tirava in questo momento di farle, vedi “Un Guanto” o “Pezzi di vetro”, altre semplicemente perché erano state già arrangiate per orchestra in occasione del concerto per Risorgimarche, vedi “Due zingari” e “Cardiologia” e, presumibilmente, gli era piaciuto molto come ‘suonavano’ ed inserirle in scaletta credo sia stata una decisione sulla quale non abbia tentennato molto.
    Per “Alice” vengono riprodotti fedelmente gli archi della versione su disco del 1973, e personalmente mi ha dato un’emozione fortissima ascoltarla dal vivo, con Francesco quanto mai ben disposto a sacrificare le sue licenze da interprete sui generis dei propri brani che si sforza di appoggiare il cantato su un’arrangiamento che, evidentemente, ritiene ancora valido e non più datato come altri.
    Idem per “La Valigia dell’attore”, una delle canzoni in scaletta che già nella loro versione originale canonica contemplavano un accompagnamento di archi.
    Un’altra è la “Donna Cannone” per la quale è stato pensato un arrangiamento che si attiene più o meno fedelmente alla versione che è più presente nella memoria di tutti noi, ovviamente arricchita da preziosismi vari resi possibili dalla ricchezza e dalla varietà dell’ensemble sonoro che ne innalzano la Bellezza ed il Pathos a livelli incommensurabili.
    Non farò accenno alla altre canzoni, primo per non dilungarmi più di quanto io non abbia già fatto in questo mio pezzo, secondo perché sono semplicemente tutte da gustare una per una ed il fatto che io possa preferirne una piuttosto che un’altra credo sia una questione piuttosto soggettiva legata al rapporto che ho io – così come ognuno di voi – con ognuna di esse, non solo da ascoltatore, ma nel mio caso specifico anche da esecutore e cantante, in quanto fanno tutte parte del mio repertorio di interprete della canzoni del Principe.
    Ergo, ascoltatele e godetevele tutte, una per una.

    Al di là di tutto ciò, il concerto è intriso di una magia unica indotta soprattutto dall’espressione quasi raggiante, azzarderei fanciullesca, che si legge perennemente sul volto di Francesco che gode e gioisce insieme a noi della maniera in cui viene valorizzata, potenziata, arricchita, celebrata, sublimata, e resa solenne la sua musica….
    …e talvolta si commuove.
    Come mi son commosso io sulle note di “Generale” fin dal momento in cui ha attaccato la prima strofa, in questa versione del brano quanto mai felice che egli concepii, se non erro, nel 2002, o giù di lì’, e che a mio parere, esalta ancor di più la bellezza di questo brano con quell’andamento un po’ in stile lullaby che ti porta in una dimensione di beatitudine che scavalca ampiamente il valore testuale del brano, che comunque resta invariato e intoccabile.
    Dal punto di vista della vocalità ho trovato Francesco al limite della perfezione stilistica ed interpretativa, e quanto mai ben disposto anche addirittura a mimare talune delle sue canzoni per rafforzarne e valorizzarne il significato intrinseco più o meno nascosto ed, azzarderei – così mi è parso – anche a mostrarsi fiero di averle scritte, pur senza mai ammiccare al pubblico – cosa di cui credo non sia assolutamente capace (lui è il Principe!) – e facendo finalmente e definitivamente pace con quella parte diciamo aristocratica di sè che in passato spesso lo induceva a tenere un atteggiamento di rigore estremo quando cantava in pubblico, lo stesso che esigeva da chi era lì per ascoltarlo, e mal tollerando chi gli faceva il coro, e talvolta addirittura richiamandolo alla disciplina.

    A coloro che persino in occasione di questa celebrazione così solenne delle canzoni di Francesco De Gregori hanno trovato da dire circa il fatto che nemmeno stavolta ha presentato un inedito o qualcosa di mai sentito prima… che dire, se non riportare una testimonianza del Principe che in una delle tante interviste rilasciate nei giorni scorsi ha dichiarato: “Mi sembra di aver raggiunto qualcosa dopo cinquant’anni di lavoro. Mi sono fatto tentare dalle dinamiche misteriose di una compagine completa. Sento aumentare la potenzialità dei brani, le dinamiche si sviluppano come volessero uscire allo scoperto. Questo era il progetto che cercavamo. L’orchestra cambia tutto, persino ne ‘La donna cannone’ e in ‘Generale’ ho trovato sorprese. E mi commuove”.
    E se Francesco De Gregori in persona ha trovato sorprese persino nei suoi classici per eccellenza che avrà cantato e ricantato migliaia se non centinaia di migliaia di volte in oltre 40 anni di carriera, chi siamo noi per non riconoscere che oggi suonino non dico come delle canzoni nuove, ma sicuramente come delle canzoni rinnovate nonché potenziate?

    Ho la sensazione che si parlerà così bene di questo tour che potrebbe diventare il tuor dell’anno. Oddio, per me già lo è, per una serie di ragioni che non credo sia necessario io elenchi e sottolinei ancora.
    E mi auguro accada ciò che accadde per il tour Dalla De Gregori del 2010, che partii un po’ in sordina per poi finire per essere replicato non ricordo quante volte in tutta Italia, tante furono le richieste in questo senso.
    E’ l’augurio personale che faccio a Francesco, a Guido e a tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile questo evento straordinario, azzarderei unico, nella Storia della Musica in Italia.

    Francesco De Gregori conferma d’essere il mio Maestro d’Arte.
    Il mio Maestro di Stile, Classe, Eleganza e Gusto sopraffino.
    Il mio Maestro dell’Arte di sposare la Verità alla Leggerezza ed alla Poesia.
    Il mio Maestro di Canto.
    Il Maestro.
    Il Numero Uno – l’ho detto.
    Ad maiora.

    Rosario Tedesco

    1. Ottima recensione Rosario, grazie! Effettivamente lo spunto è stato proprio “Risorgimarche” in quanto gli arrangiamenti erano già stati scritti da Stefano Cabrera e per questo tour ne ha scritti altri, poi abbiamo aggiunto la band. Ma, non mi stancherò mai di dirlo, la bellezza di tutto ciò è amplificata dalla grande bravura de la Gaga Symphony Orchestra diretta dal maestro Simone Tonin e coordinata da Sara Prandin, cui va tutta la mia riconoscenza.

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