3-6 Ottobre “essere…basso” Piccole storie di musica.

A modo mio il tour continua.

Tutte le scuse sono buone! Mi sono reso conto che l’aspetto più divertente dello scrivere un libro è andare in giro per l’Italia a presentarlo. Non mi sarei mai aspettato che potesse essere così divertente. In ogni posto in cui sono andato ho incontrato persone interessanti, curiose, divertenti, ma soprattutto motivate, intelligenti. In questo periodo dominato dai social, popolati spesso da decerebrati nascosti dietro le proprie piccole tastiere che altro non fanno che esibire le proprie enormi frustrazioni, incontrare persone vere, che amano il dialogo, il confronto, che provano ancora il gusto del contatto diretto, è un’enorme gratificazione.

Molti mi chiedono come sta andando questo libro e, con mia grande sorpresa, devo rispondere che sta andando molto bene! L’Argolibro di Agropoli, nelle persone di Milena Esposito e Francesco Sicilia, è una piccola casa editrice che, come me, svolge la propria attività soprattutto per passione e con passione, io non sono uno scrittore, eppure nonostante ciò, in molti hanno comprato, letto e apprezzato questo libro e tanti altri lo richiedono.

Sono appena tornato dal Cilento dove ho fatto le presentazioni di “essere…basso”. Le location: Mondadori Bookstore Salerno, Rodaviva Cava dei Tirreni, Pioppi Caffè Pioppi, Mondadori Bookstore Pagani, Officina72 Agropoli. La formula era: Intervista iniziale con qualche aneddoto relativo ai racconti del libro poi, con l’aiuto degli amici che mi hanno accompagnato: Luciano Tarullo alla chitarra acustica, Roberto Guariglia al basso acustico e Rosario Tedesco all’armonica, l’esecuzione di due brani scritti da me: “la nave”, a suo tempo cantata da Mina e “un’emozione da poco” grande successo che interpretò Anna Oxa al Festival di Sanremo. Per “un’emozione da poco” mi sono avvalso inoltre, in ogni luogo in cui siamo stati, della collaborazione di bravissime cantanti che hanno accolto con grande entusiasmo il mio invito: Annachiara Cosimato, Gabriella Landolo, Mariagrazia Lancellotti, Mariateresa Franza, che ancora ringrazio. Dopo aver parlato ancora un po’ del libro e risposto alle domande del pubblico, ho presentato Luciano Tarullo, che è un bravissimo cantautore e abbiamo suonato due suoi brani. La presentazione poi è proseguita con un po’ di aneddoti e curiosità relative alla mia carriera musicale fino ad arrivare alla mia collaborazione con Francesco De Gregori il quale mi diede la grande soddisfazione di interpretare due mie canzoni nell’album “Amore nel pomeriggio”. Dopo aver presentato quindi le due canzoni: “Quando e qui” e “SpadVIIs2489”, in conclusione, ho cantato una canzone che non ho mai registrato e che è un po’ la sintesi del mio lavoro di musicista: “Sono così”.

La serata conclusiva si è svolta all’ Officina 72 di Agropoli che è il fulcro intorno a cui gravitano un sacco di iniziative musicali interessantissime. Alfoso Di Biasi “il capo” e Luciano Tarullo “il direttore” promuovono con grande coraggio la musica inedita, in controtendenza con i locali che invece propongono più volentieri le “cover o tribute band”. Questo bellissimo locale mi ricorda un po’ quelli che frequentavo agli inizi della mia carriera, in cui c’era la possibilità di suonare la propria musica ed essere ascoltati da un pubblico di appassionati e di intenditori, cosa normale nel resto del mondo tranne che in Italia, Agropoli a parte. L’Officina è prefettamente attrezzata per i concerti, con un bel palco e tecnicamente dotata di un ottimo impianto ospita spesso anche nomi importanti e Clinic di vari strumenti tenute da grandi musicisti. Abbiamo concluso il nostro giro di presentazioni proprio là. Per l’occasione Rosario Tedesco ha presentato il suo brano “non sono nato per essere nato“. Gran finale con uno strepitoso solo di chitarra elettrica di Frank Cara su “sono così” che mi ha profondamente emozionato.

Grazie a tutti per l’amicizia, la stima e le risate che mi avete regalato, grazie agli amici Annalisa Cinelli e Gianmaria Di Filippo del B&B Villa Brunella in cui mi sono sentito a casa. Grazie a Giovanni Carbone per la grafica e grazie a Giuseppe Galato per la comunicazione. E infine grazie a tutte le persone che sono venute alle presentazioni, che hanno acquistato il libro e che mi hanno fatto un sacco di domande interessanti.

27 Settembre 2019 “Le ragazze della Gaga”

Fotografia di Marcello Giannandrea, fagottista della GSO.

Lo so che mi sto addentrando in un terreno estremamente pericoloso. Vedo già il Maligno pronto all’attacco, quindi cercherò di misurare le parole con la massima attenzione.

Nei precedenti articoli ho sottolineato la bravura dei componenti di questa bellissima orchestra, la Gaga Symphony Orchestra, ora c’è un altro aspetto non meno importante che vorrei mettere in risalto.

Sono sicuro che non vi sarà sfuggito il particolare che tutte le ragazze dell’orchestra sono molto carine (Il Maligno ha sollevato il sopracciglio sinistro!), ci si aspetterebbe quindi che fossero un po’ altezzose, un po’ distanti, per dirla in soldoni “che se la tirassero”. Ma non è così.

Oltre la grande professionalità, dimostrata ampiamente anche in situazioni a volte disagevoli, queste giovani donne hanno saputo mantenere un atteggiamento sempre gentile, disponibile (Il Maligno è pronto all’attacco!), educato, mai fuori luogo, regalandoci sempre un sorriso e uno sguardo gentile. Merce rara di questi tempi!

Spero che avremo ancora modo di lavorare insieme e mi auguro che con il tempo queste ragazze non cambino, perchè come ho sottolineato più volte, l’aspetto umano di questo lavoro è fondamentale e importante almeno quanto quello professionale.

Mi auguro che il Maligno sia rimasto a bocca asciutta!

25 Settembre 2019 “…e questo è tutto”

Con le due serate al Teatro degli Arcimboldi a Milano si chiude qui il tour “De Gregori & Orchestra greatest hits live”. Come ho già detto, è stata una bellissima esperienza, sicuramente sul piano musicale, ma soprattutto sul piano umano. Anche questi due ultimi concerti sono stati molto emozionanti e completamente diversi, dal punto di vista acustico. Abbiamo sempre suonato in luoghi all’aperto, durante questo tour, suonare ora in un teatro è stata una bella novità per noi. Lorenzo Tommasini il nostro fonico di sala, invece, ha sofferto un po’ perchè in quel teatro l’acustica non è molto facile da gestire, ma come al solito Lorenzo ha fatto il miracolo e il pubblico ha apprezzato molto.

Naturalmente “Questo è tutto” per ora. Si chiude questo capitolo e si ricomincia a lavorare per aprirne un altro.

Come più volte ho detto, quello che voi vedete non è il nostro lavoro, quella è la ricreazione, il lavoro si svolge prima e dopo il concerto.

Negli articoli scorsi ho voluto soffermarmi sugli aspetti che non si vedono, le parti nascoste di un tour. Ho scritto dei musicisti, dei tecnici e in generale del back stage. Rimane un’altra cosa da dire: chi è Francesco De Gregori visto dal basso?

Tutti voi lo conoscete per le canzoni che ha scritto, per le parole che riesce ad assemblare in modo così sapiente, per le emozioni che sa trasmettere. Molti lo definiscono un poeta, chiaramente pensando in questo modo di elevarlo ad un livello superiore, naturalmente io non sono d’accordo perchè penso che la poesia sia un mestiere completamente diverso. Comunque a parte questo, una persona non la si può certo conoscere attraverso le cose che scrive! La bellissima canzone “guarda che non sono io” lo spiega molto bene, anche se qualcuno, come spesso accade, ha equivocato.

Negli articoli scorsi mi sono soffermato sulla serietà professionale, sulla passione, sul rispetto, sull’educazione e sulla disciplina. Mi riferivo a tutti nessuno escluso, Francesco in testa. Il buon esempio deve arrivare dal Capo, e lui è un ottimo esempio. Sempre gentile, disponibile, sorridente, premuroso con tutti, nessuno escluso. I tecnici, i musicisti, gli autisti, i direttori di produzione, i datori luce, quando sono convocati per un tour di De Gregori, arrivano già con il sorriso perchè sanno che sarà un tour serio, piacevole e nonostante la fatica inevitabile, comunque rilassante sotto il profilo umano, e credetemi se vi dico che di questi tempi non è poco.

Quando qualcuno (sempre) mi chiede: “Ma com’è Francesco?” io lo dico com’è, ma vedo che la gente stenta a credermi. E qui torniamo alla canzone, perchè un conto è la “persona pubblica” un altro conto la “persona privata”, sono cose diverse.

Il Maestro Simone Tonin, quando ha incontrato di persona Francesco per la prima volta, in privato poi mi ha detto: ” Ma allora non è bubero come si dice, anzi è molto simpatico”

Francesco è un grande lavoratore, un appassionato del suo mestiere. Qual’è quell’artista che alla fine di un tour, alla penultima data, vuole fare un piccolo cambiamento sul finale di un pezzo? Perchè lo fa? Il tour è andato benissimo, gli arrangiamenti hanno funzionato alla perfezione, la gente ha ampiamente dimostrato di apprezzare il concerto, quindi, qualcuno direbbe, perchè andare ancora spulciare? Secondo me per una ragione molto semplice: perchè è così che si fa musica. Tenere sempre viva la curiosità, fare piccoli esperimenti, tagliare qua, cucire là. In questo il Capo è un vero maestro!

Ora, naturalmente, il lavoro non si ferma e neanche questo blog, nato per raccontare i dietro le quinte. Vi terrò informati sulle novità, sui progetti che riguardano Francesco De Gregori, ma non solo, perchè ora, oltre ad ascoltare tutto il materiale registrato durante questo tour, mi occuperò più intensamente della mia nuova etichetta discografica “psrfactory” per la quale sto producendo una giovane cantante/cantautrice: Giorgia Bazzanti il cui album uscirà a breve e che consiglio caldamente a tutti gli appassionati della buona musica, quali siete voi. Riprenderò a breve il mio Corso di Produzione Musicale e le passeggiate nei boschi.

Ringrazio tutti voi che ci avete seguiti e calorosamente sostenuti e vi assicuro che ci rivedremo presto. Iscrivetevi a questo blog, così potrete ricevere le notifiche, non appena pubblicherò qualche novità.

20 Settembre 2019 “Arena di Verona”

Giorno 19 “Le prove”

Descrivere le emozioni a parole non è facile, gli scrittori bravi ci riescono, ma io non faccio certo parte di questa categoria, scrivo, è vero, ma solo cose di “basso” profilo. Inoltre non essendo una persona che esterna facilmente i propri sentimenti, in altre parole un “orso”, come mi definiscono i miei amici, per me è ancora più difficile, quindi vorrei farvi conoscere gli altri aspetti che ci hanno portati a questo risultato.

Uno spettacolo del genere non si improvvisa. Per arrivare a questo tipo di magia non basta essere bravi musicisti, bravi tecnici, bravi managers, bravi cantanti, ci vuole qualcosa di più, bisogna essere soprattutto persone speciali. Occorre grande passione sicuramente, ma anche grande rigore e disciplina, lo so che “disciplina” è un termine impopolare, soprattutto di questi tempi, ma è un ingrediente essenziale per la buona riuscita di qualsiasi progetto, se corroborato dalla buona educazione e da modi sempre gentili. Il nervosismo, spesso inevitabile, non deve mai sfociare nella maleducazione.

Ad alcuni sembrerà che le mie affermazioni circa la buona educazione siano ovvietà, ma purtroppo spesso non è affatto scontato che lo siano. E’ un lavoro questo, in cui spesso le difficoltà sembrano insormontabili; allestire un palco così complesso, con un numero infinito di cavi, collegamenti, strumenti, luci, persone, viaggi, alberghi e farlo rispettando dei tempi che sono sempre strettissimi, lasciatemelo dire: è un gran casino! La macchina operativa deve essere perfetta. Ma qui c’è di più, perchè farlo col sorriso e la gentilezza è oltre la perfezione.

Quello che in tanti ieri sera hanno visto è solo la punta dell’iceberg, il resto si svolge dietro, prima e dopo.

Questo è il nostro PDP (Piano Di Produzione) del 19 Settembre 2019.

Normalmente lo scarico avviene alle sette del mattino, ma nel caso dell’Arena di Verona il palco ci è stato reso agibile solo più tardi.

Nel frattempo, mentre la nostra squadra prepara il palco, arrivano i musicisti da più parti d’Italia.

All’orario di convocazione, sempre puntuali, arrivano tutti i musicisti. Io personalmente ho il brutto difetto di arrivare in anticipo, retaggio di errori del passato (vedi libro) “essere…basso” allora gentilmente vengo esortato ad andare a prendermi un caffè. Nel caso di Verona poi, purtroppo, il palco è stato consegnato con parecchio ritardo quindi al bar ho trovato i musicisti della GSO e gli GNU già in fase Spritz:

Baci e abbracci! Era da un sacco di tempo che non ci vedevamo, quindi avevamo anche un bel po’ di cose da raccontarci.

Questo è un altro momento molto importante della nostra giornata, intanto perchè si riunisce il gruppo e si ristabilisce l’atmosfera di complicità e di entusiasmo, e poi perchè si rivedono alcune cose di carattere musicale. Infatti Simone Tonin ed io, dopo aver ascoltato nei giorni precedenti, la registrazione dell’ultimo concerto di Palermo, abbiamo deciso qualche piccolo ritocco di alcune esecuzioni.

Poi finalmente veniamo convocati per le prove, i tempi sono stretti quindi bisogna procedere spediti, c’è da provare anche il pezzo di Elisa “Quelli che restano” che canteranno insieme, lei e Francesco. Di questo brano Stefano Cabrera ha scritto le parti per l’orchestra e le ha inviate il giorno prima a Simone Tonin, quindi non l’abbiamo ancora suonata. Noi della band ce la siamo sentita a casa, ma bisogna mettere insieme tutto l’organico. La partitura è perfetta, già alla prima lettura viene bene, domani la proveremo con Elisa al pomeriggio, ma ora bisogna andare avanti. Arriva Francesco, come sempre accolto dall’applauso dell’orchestra, proviamo tre o quattro pezzi, giusto per tornare a famigliarizzare con gli ascolti in cuffia nostri e per i monitor di Francesco.

Come sempre, grazie alla nostra squadra tecnica che ha fatto i salti mortali, e alla bravura di Giuseppe Porcelli il nostro fonico di palco, funziona tutto alla perfezione, come avessimo suonato il giorno prima, mentre sono passati ben 55 giorni!

Francesco se ne va soddisfatto e noi proviamo ancora qualche brano prima di lasciare il palco per le prove di Francesco Tricarico.

Sono già le 22:30 e Fenia Galtieri mi fa notare che è tardi e che se vogliamo andare a mangiare nel ristorante che ha prenotato per la Band, gli Gnu e i tecnici ci dobbiamo affrettare. Decido quindi di sospendere le prove e rimandare all’indomani il ripasso dei brani che ancora non abbiamo provato, magari anticipando di una mezz’oretta l’inizio del sound-check. Ne parlo con Simone che a quel punto lascia liberi i ragazzi dell’orchestra e ce ne andiamo.

Ma non è finita! Perchè adesso entra in campo, col favore delle tenebre, la squadra dei datori luce, capitanata da Andrea Coppini e Mimmo L’ Abbate per allestire il grande spettacolo che poi avete visto e che è non è meno importante della parte musicale. Andranno avanti tutta la notte!

Domani è un altro giorno e sarà un buon giorno, ora lo posso dire!

16 Settembre 2019 “55 giorni”

Al concerto dell’arena di Verona ormai mancano pochi giorni e ne saranno trascorsi 55 dall’ultimo concerto a Palermo.

In questo lungo periodo di pausa sono successe tante cose, io mi sono occupato a tempo pieno della mia etichetta “psrfactory” e nello specifico dell’album di Giorgia Bazzanti di prossima uscita.

Ora è tempo di riprendere la concentrazione per i prossimi importantissimi concerti con Francesco De Gregori & Orchestra. Per me è anche il tempo delle domande: “riuscirò a recuperare quello spirito? Quell’emozione? Quella concentrazione?”

Le pause, soprattutto quando così lunghe, sono un’arma a doppio taglio. I concerti che abbiamo fatto e che io mi sono riascoltato, sono stati davvero grandiosi, in ogni brano si percepiva e si trasmetteva una grande emozione, un insieme perfetto e coinvolgente. Ora, dopo tutto questo tempo in cui ognuno di noi è stato impegnato in altri lavori e nelle proprie questioni personali, periodo in cui, inevitabilmente un po’ siamo tutti cambiati, riusciremo ad essere di nuovo quel suono? A essere ancora così concentrati? Naturalmente io credo di sì, perchè penso che come me, tutti i musicisti se lo stiano chiedendo.

Questi concerti che ci aspettano non sono una continuazione per me, ma un nuovo inizio, non importa se saranno solo tre, io “dal basso” vivo questa ripartenza come fosse la partenza di un nuovo Tour.

Sto studiando i brani come non li avessi mai suonati, come se quello che ha suonato il basso 55 giorni fa, fosse un altro da cui attingere. Sono soddisfatto del lavoro che quel me stesso di allora ha svolto, e ora non voglio essere da meno!

So di interpretare il pensiero di ognuno dei musicisti e dei tecnici di questo bellissimo Tour e ad ognuno auguro Buon Lavoro!!!! Ci vediamo all’arena di Verona.

29 Luglio 2019 “Il palco”

Durante la riunione preliminare nel Maggio scorso feci questa bozza di una eventuale disposizione dei musicisti sul palco. Ancora non si era deciso di aggiungere il percussionista, ma lo decidemmo poco dopo.

Come si può vedere, inizialmente avevamo pensato di mettere il direttore in posizione centrale alle spalle di Francesco, per permettergli di vedere bene tutta l’orchestra. Nella bozza che segue ancora non c’erano le coriste, quindi dovevamo trovare un’altra sistemazione.

Quello che segue è il progetto, con le misure giuste, delle pedane che facemmo costruire.

Quindi, viste le misure giuste dell’ingombro dell’orchestra arretrammo il pianoforte per dare più spazio davanti.

Poi aggiungemmo il percussionista,

Infine spostammo le coriste sulla pedana in alto e Paolo si trasferì sul lato destro. Il direttore quindi venne avanti dove prima avevamo messo le coriste.

Il risultato finale lo avete visto dal vivo.

27 Luglio 2019 “Prima parte”

La prima parte del tour “Francesco De Gregori & Orchestra Greatest Hits Live” si è conclusa.

Ora con calma, nei prossimi post, andrò a scavare nella memoria per ripescare gli episodi “visti dal basso” che hanno contraddistinto questo Tour. Per il momento voglio solo ringraziare i giovani musicisti che compongono la Gaga Symphony Orchestra, anche perchè dopo il concerto di Palermo non credo di essere riuscito a salutarli tutti. Sono tutti ragazzi splendidi che hanno dimostrato grande professionalità ed entusiasmo, anche in situazioni disagevoli. Vederli scendere dal pullman, dopo lunghe ore di viaggio, sempre sorridenti, salutarci ogni volta come se non ci si vedesse da un mese, sentire i racconti della sera prima, è stato bello e stimolante. Ecco perchè voglio citarne i nomi senza fare riferimento allo strumento di ognuno, per anteporre le persone allo strumento, in quanto credo che essere bravi musicisti significhi soprattutto essere belle persone e loro sono proprio questo: belle persone.

Piero Bonato

Francesco Piovan

Sara Convento

Mattia Marangon

Matteo Valerio

Leonardo Giovine

Tommaso Piron

Erica Zerbetto

Lucia Zanella

Claudia Tortora

Xabier Lopez de Munain Basevi 

Elena Ciccarelli

Giorgia Vian

Elisa Lazzarin

Angela Bonetto

Eva Salizzato

Roberto Sorgato

Francesca Pretto

Marcello Giannandrea

Rosalba Ferro

Fabio Grossi

Federico Lorenzon 

Giordano Poloni

Simone Siviero

Erica Freo

Alessandro Pelizzo

Piero Leone

Daniele Colossi

Lorenzo Valentini

Alberto Bonivento

Camilla Maran

Sofia Di Mambro

Eiling Labarca

Elia Guglielmo

Annamaria Tarozzo

Davide Pilastro

Luca Pinaffo

Stefano Angiolin

Chiara Meneghinello

Agnese Amico

Matilde Cerutti

Alice Bettiol

Elena Cardin

Simone Tonin

Sara Prandin

Ci vediamo tutti a Verona!

10 Luglio 2019 “In viaggio con Federicuccio”

Un’esperienza che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita.

Simone “Federicuccio” Talone è il nostro percussionista, oltre che esserlo di Neri Marcorè e dello Gnu Quartet. Io l’ho conosciuto quando abbiamo fatto insieme “Risorgimarche” manifestazione organizzata da Neri Marcorè nel 2017.

Con Francesco De Gregori, dopo aver suonato quasi due anni senza la batteria abbiamo incominciato a sentire la mancanza di un sostegno ritmico, non della batteria ma di un supporto percussivo, soprattutto nei brani più mossi. Federicuccio è stata una grande scoperta perchè non è propriamente un percussionista e neanche un batterista, ma il giusto compromesso tra le due cose; porta il tempo come un batterista e sa “colorare” come, anzi meglio, di un percussionista.

Detto questo rimane l’incognita del suo soprannome: “Federicuccio”.

Ho cercato di approfittare quindi del viaggio che abbiamo fatto insieme da Stupinigi a Marostica per saperne di più, ma non sono riuscito nel mio intento, perchè è pur vero che parla molto, ma solo di ciò di cui vuole parlare lui. Ogni tentativo da parte mia di avvicinarmi all’argomento è stato da lui dribblato con maestria da politico navigato.

Quale mistero si nasconde allora dietro il soprannome Federicuccio?

La ricerca…

Ho iniziato allora delle ricerche in rete, e qualcosa ho trovato.

Il nome originario era Federico comunemente contratto in Fred.

L’origine è molto antica, ma fin dai tempi più remoti si delineavano le caratteristiche che poi hanno contraddistinto la genia. Infatti pare che Fred sia stato uno dei primi scopritori degli strumenti a percussione, come si può vedere da questo rupestre di età non ancora stabilita:

Fra l’altro pare, ma non è stato ancora accertato, che anche i Guglielminetti già fossero presenti all’epoca.

Nel corso dei secoli il nome Fred subì innumerevoli variazioni, fino ad apparire nel 1830 a Scarborough nella persona di Sir Frederic Leighton, (Scarborough3 dicembre 1830 – Londra25 gennaio 1896) I barone Leighton, scultore e pittore inglese all’epoca dei preraffaelliti.

I discendenti del barone Federic, caduti poi in disgrazia in circostanze misteriose, dovettero fuggire dall’Inghilterra rifugiandosi in Italia, precisamente ad Artena.

La leggenda racconta che i bambini di questa famiglia a differenza degli altri della stessa età, non si sa per quale strana ragione, non riuscissero a separarsi dal ciuccio neanche in età adulta, sostituendolo a volte, in caso di necessità, con il pollice della mano sinistra.

Nel corso degli anni quindi il nome Frederic, in seguito a questa bizzarra caratteristica, diventò: “Federic ciuccio”, che tramandato poi di padre in figlio diventò definitivamente: “Federicuccio”.

Di seguito un raro esemplare di “Federicuccio” dei giorni nostri:

5 Luglio 2019 “Notte rosa”

La macchina incomincia a funzionare a pieno regime.

Ieri sera a Rimini, in occasione della “Notte rosa”, forse anche grazie al numerisissimo e calorosissimo pubblico, con i nostri più affezionati sostenitori di “Oltre il confine chissà” in prima fila, ho sentito che veramente questa potente macchina sta incominciando a viaggiare al massimo dei giri.

Ora davvero incominciamo ad essere un solo corpo, attenti come sempre al proprio strumento, alla propria parte, ma ora si presta maggiore attenzione l’uno all’altro, ci si ascolta di più, stiamo maturando quello che i musicisti fighi chiamano interplay e sicuramente questo amplifica ulteriormente l’impatto emotivo di questo meraviglioso organico.

Il solito rammarico è dover aspettare qualche altro giorno prima di ripartire. Ieri sera con Francesco e Simone stavamo contando i giorni che mancano alla fine di questa bellissima esperienza che vorremmo non finisse mai.

Da lunedì comunque si riparte con tre concerti di fila: Genova (Nervi), Torino (Stupinigi) e Marostica.

Ieri ho anche inaugurato il mio nuovo Hofner che ho usato su “Un guanto” è stato un esordio fortunato, chissà che non sia proprio quel basso a portare fortuna! Per qualcuno è stato così.

#Iltourvistodalbassohofner

2 Luglio 2019 “FDG Watch”

Intercom.

In questo tour ogni musicista è dotato di auricolari che permettono di avere un ascolto ottimale di tutti gli strumenti, solo Francesco usa i monitor a terra.

Per ogni evenienza abbiamo un sistema di intercom che permette al Direttore a Stefano Cabrera e a me di comunicare con tutti solo in cuffia, questo allo scopo di fronteggiare immediatamente qualsiasi cambiamento.

E infatti puntualmente qualche imprevisto si verifica!

Tutti quelli che conoscono Francesco De Gregori sanno che lui spesso cambia qualcosa, ma un conto è essere in quattro ad accompagnarlo, un’altro conto è farlo in cinquanta. Noi della band conosciamo bene le canzoni, ma soprattutto conosciamo bene lui, quindi siamo sempre vigili e non appena succede qualcosa tipo: qualche misura in meno o in più di introduzione, o magari addirittura una strofa in meno, sappiamo già dove andare a parare e tutto risulta fluido come se fosse stato deciso e provato così. Ma tutt’altro discorso è quando quarantaquattro musicisti, direttore compreso, devono leggere una partitura! 

A quel punto il direttore, quando è uno sveglio come Simone Tonin, deve capire subito cosa è stato modificato e comunicare a tutta l’orchestra da quale punto tagliare e da quale punto riprendere. Quindi nell’interfono a volte si sentono cose come: “violini e viole saltare a 32, per gli ottoni entrare a 42, celli 34”. L’altra sera ad un certo punto, non ricordo cosa fosse successo, in cuffia ho sentito: “A” e per un attimo ho pensato che Simone si fosse fatto male! In realtà si trattava di riprendere tutti dalla parte contrassegnata con la lettera “A”.

Finora è andato tutto bene tanto da risultare divertente, grazie appunto alla bravura di Simone e dei ragazzi dell’orchestra che lo seguono con la massima concentrazione. 

Operazioni di salvataggio, queste, degne delle migliori ONG, al punto che da oggi per me la Gaga Symphony Orchestra è diventata la “FDG Watch”